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PENSIONAMENTO DI FRUSCIANTE E MANNUCCI
Con queste poche righe scritte in rima io voglio dimostrare la mia stima verso ciascun collega, oltre che amico, e lasciare un ricordo a quel che dico e con poche parole, senza fretta di ognun descrivo tutta la gavetta. Furono assunti semplici Assistenti ma diventaron poi Sovrintendenti, per merito e solo per bravura e senza il sindacato per procura. Comincio con Domenico, il più anziano, che venne assunto a Orciano nel Pisano ma presto trasferito a Montallese stava tranquillo lì, senza pretese, fin quando per esame, un bel mattino, promosso, fu mandato a Rigutino. Ma poco tempo lì restò da solo che a Chiusi e a Panicale giunse al volo, ma poi a Rifredi con trepidazione per prendere la nuova promozione. Fu poi mandato al DiCiO di Siena a graficare in cuffia con gran lena. e, prima di raggiunger la pensione, Terontola trovò in destinazione. Che dire adesso del caro Giovanni? In ferrovia c’è stato per trent’anni da quando cominciò la sua presenza nel grande scalo che è lassù all’Ardenza e poi nelle stazioni di Livorno facendo turni di notte e di giorno. E Fiorentino e Lago e Montallese lo videro al lavoro qualche mese, e a Chiusi aspettò con attenzione il momento per un’altra promozione. Ma dopo l’Accademia di Rifredi, promosso, in quel d’Arezzo lo rivedi, e a Terontola, al fin, senza apprensione attese con pazienza la pensione. Noi ci ritroveremo a Castiglione: passate qualche volta alla stazione a salutar quei pochi ferrovieri, che non son tanti come lo eran ieri. La vita vi sorrida senza danni: brindiamo tutti in coro a Menco e a Gianni
Claudio Lucheroni
Ristorante “Le Macerine” Castiglione del Lago 7 novembre 2009
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